La funzione catartica dello specchio

Lo specchio è ambivalente, o almeno l’uso che se ne fa.

Da un lato può diventare un bisogno, una compulsione (anche la telecamerina dello smartphone è uno specchio in miniatura) un modo per cercare una definizione di noi o meglio, dell’immagine che abbiamo costruito del nostro corpo. Dall’altro può essere un mezzo per andare oltre l’immagine che ne riflette.

Gli occhi possono essere la finestra per entrare, lo spiraglio di salvezza, la porta verso l’interiorità, luogo dove il “chi siamo” veramente, l’”Io Sono” risiede. Ed ecco che davanti a così tanta possibilità e magnificenza possiamo solo arrivare puliti, sgravati dal peso di identità falsate. Siamo ancora bruchi davanti allo specchio con la necessità di racchiuderci nel nostro bozzolo, di voltarci dietro, dentro, alla ricerca di noi stessi.

Questo è il motivo del primo scatto. E solo quando saremo pronti, liberi da schemi e zavorre, tabù, valori ereditati inconsapevolmente, modi di dire, di fare, sovrastrutture… solo allora saremo talmente leggeri, pronti ad aprire le nostre ali di farfalla e nascere per la prima volta come la fenice dalle proprie ceneri.

Dal fotolibro “onos oi – io sono”.

di Francesco Mazza

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La funzione catartica dello specchio ultima modifica: 2016-01-08T22:36:31+00:00 da Francesco Mazza

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